giovedì 28 maggio 2009

Teatro delle ombre

Tornata in Italia metterò su un’agenzia di viaggi: ormai sono esperta organizzatrice di tour NON guidati, rubando informazioni qua e là da internet…Presto online il mio programma per Hong Kong!
Ma tornando a Pechino vi devo raccontare la nostra prima (e credo unica) uscita serale senza infante! Lunedì nel tardo pomeriggio, mentre i nonni accudivano Alice, Maurizio ed io siamo corsi a gambe levate in Piazza Tian'an Men e al tramonto, tra una foto e l’altra, siamo arrivati in Qianmen Dajie, una via un po’ farlocca, tutta ristrutturata e fintona, con tanto di H&M, ma tutto sommato con una bella e gradevole atmosfera per le passeggiate serali. Aspettando di incontrare Lara e le sue amiche abbiamo mangiato al Laoshe, una thehaouse veramente graziosa, con tanto di spettacolo delle ombre durante la cena. Ho bevuto il the al crisantemo, molto buono, sapeva di cimitero...
Poi Tsingtao bella fresca nella bettolozza dell’ostello di Lara, nel bel mezzo di uno sgarruppato hutong!


lunedì 25 maggio 2009

Testa di budda

Al mercato di Panjiayuan Alice mi ha chiesto un elefante ma io ho comprato una testona di legno, ora veglia su di me da dentro l'armadio...speriamo non porti sfiga!
Ringrazio la Raffa e Lara per i generi di conforto giunti dall'amata Liguria...purtroppo le trofie non sono sopravvissute lontane da casa (o meglio lontane dal frigo!). Anche il parmigiano era un pò verde (rabbia o muffa?).
Un grazie a zia Vale per i libri di favole e ai nonni di Albenga per i puffi blu.

Cari amici e parenti vi comunico che staremo in Cina per almeno altri due mesi! Oggi abbiamo prenotato il volo per Hong Kong per rinnovare il visto! Saremo a Hong Kong dal 6 al 10 giugno: si festeggiano là il nostro anniversario (i fatidici 7 anni!) e il compleanno di nonna Rosa...auguriiii!

sabato 23 maggio 2009

Mao o Gesù?

Ieri giornatona che aspettavo da tempo! Finalmente sono stata al 798 Art District, fremevo dalla curiosità di visitarlo e le mie aspettative sono state appagate pienamente! Si tratta di un quartiere di vecchi edifici industriali in rovina, tra cui la fabbrica abbandonata di materiali elettronici al numero 798. E’ stata costruita in stile Bauhaus negli anni ’50 dai tedeschi dell’Est con fondi sovietici, e pare che qui siano state realizzate parti delle prime bombe nucleari e dei satelliti cinesi.
Ora l’intera zona è ricca di atelier e gallerie d’arte ed è un mix tra la Biennale di Venezia e il Fuorisalone di Milano di Zona Tortona. Ma il lato sublime che secondo me affascina maggiormente è l’approccio ironico al comunismo di Mao! A proposito, per i cinesi Mao o Gesù fa poca differenza, sono personaggi storici piuttosto accomunabili…non ho capito se per l’ideologia o la santità!
Lara ed io, complici nell'amore per la fotografia, abbiamo fatto fumare le Canon!
Credo, però, che aspetterò la fine della censura prima di mettere le foto sul blog…dopotutto ho una famiglia!


venerdì 22 maggio 2009

giovedì 21 maggio 2009

Il salmone di Mao

E’ ormai chiaro a tutti: se dovete darvi un appuntamento e non avete i cellulari, non fatelo in Piazza Tian'an Men! Ma, chi la dura la vince e nonostante il destino ci sia avverso, dopo 50 minuti in cui Lara ed io brancoliamo alla ricerca l’una dell’altra in una piazza di 490.000 metri quadrati con 35° sulla capoccia, ci incontriamo sudate marce “all’ombra” di una bandiera rossa! Non so se sia stata più grande la gioia per l'incontro o per la fine dell'incubo, tant’è dopo baci e abbracci ci accingiamo al grande e vero Incontro della giornata: il salmone di Mao! Eh sì, proprio così, il Mausoleo di Mao ospita l’amato corpo imbalsamato del presidente e non si può dire di essere stati in Cina se non si è data almeno un’occhiatina…E chiamiamola occhiatina, anzi direi sguardo fugace senza possibilità di sosta, a meno che non si abbia voglia di lasciare un crisantemo. Tutti in fila chilometrica dopo aver depositato ogni cosa, dalla borsa alla macchina fotografica, in religioso silenzio siamo arrivate davanti al cerone che, devo dire, se poco significa per me, ho capito quanto rappresenti per molti cinesi, provenienti da tutto lo Stato per rendere omaggio al presidente! Alcuni, persino, indossavano gli abiti tradizionali di alcune ignote regioni della Cina…insomma alla fine più interessante il pubblico che non lo spettacolo!
Dopo un bel carico di caldo e di irriverenti battute, ci dirigiamo a piedi al parco Jingshan, che io ho già visitato ma che mi fa piacere rivedere in altra compagnia…Infine visita alla residenza del Principe Gong, tra gli hutong del lago Hou Hai, che ha magnifici giardini con padiglioni, corridoi con lanterne rosse, laghetti e cascatelle...e milioni di turisti cinesi.
Notevoli i gelati ai piselli che ci siamo assaporate nella calura di fine giornata.
Non scherzo.


Abbassa bandiera

Lunedì è arrivata Lara! Evvai, posso parlare in italiano con una femmina più alta di 90 cm! Insomma, l’entusiasmo è tanto e martedì nel tardo pomeriggio decido che è l’ora di incontrarci. Il problema è che lo decido solo io…Lara non riceve neppure uno degli ultimi messaggi inviati dalla mia simpatica sim cinese. Fatto sta che mi ritrovo sola soletta (si fa per dire) nel bel mezzo della piazza più grande del mondo. C’è da dire che è la prima volta, dopo un mese e mezzo, che sono in giro per Pechino DA SOLA, cosa mi succederà? Gira di qua, gira di là, dopo un’ora di foto a ‘ste benedette bandiere rosse mi rompo e faccio per andarmene quando vedo del movimento, gente che corre, quasi mi schiaccia (perché forse non l’ho ancora detto ma calpestarsi, superarsi in coda e non rispettare lo spazio personale è divertente per i cinesi!). Ma sì, sono in libera uscita, fammi vedere che succede! E mi precipito col tempismo di un giaguaro, in prima fila appiccicata alla transenna, ad aspettare…già ad aspettare cosa? Siccome ci sono delle guardie cinesi impalate attorno alla bandiera della Cina, siccome non sono proprio del tutto babba, deduco che si tratti dell’abbassa bandiera. Bene aspettiamo! Il problema è che sono strizzata come una sardina in scatola, in mezzo a tante sardine cinesi, che non sanno stare in piedi e ti si appoggiano ovunque, insomma pessimismo e fastidio per quasi tre quarti d’ora…Ma ne è valsa la pena! (ne è valsa la pena?). Ad un certo punto viene bloccato il traffico e dal lato di Tian'an Men verso la Città Proibita spuntano tanti soldatini di latta, tutti uguali, che marciano in perfetto sincrono, al passo…d’oca? (chiederò conferma al suocero Generale!).
Tirano giù ‘sta bandiera e se ne vanno…nessun applauso, peccato!
Dopodichè, ebbra della mia libertà, non ancora sazia del poco tempo trascorso da sola, decido di fare qualche foto al compianto Mao che giganteggia su lato nord della piazza, prima di prendere la metro e tornare a casa.
E qui inizia la mia avventura nelle grinfie della mala cinese! Oh! Manco da sola posso stare tranquilla! Scatto l’ultima (brutta) foto a Mao e una tizia mi abborda: hello! Where are you come from! Alla magica parola Italy m’attacca un bottone persino piacevole, visto che non parlo mai con nessuno! Insomma, sono un gruppo di ragazze di Shangai in vacanza. Mmm strano che parlino così bene l’inglese e poi, appena scoprono che ho una bambina, una di loro, guarda caso, è una maestra d’asilo! Una chiacchiera tira l’altra e loro riescono a tirarmi via dalla metro per andare a prendere un the o un caffè insieme. Dopo la delusione del mancato incontro con Lara avevo una gran voglia di stare con qualche surrogato d’amica! Forse per questo continuavo a soffocare la vocina interiore del diavoletto che mi diceva: attenta è la truffa del the! Dovete sapere che intorno a Tian'an Men e alla Città Proibita girano queste candide ragazze che, con la scusa di fare amicizia ed esercitare l’inglese, invitano gli occidentali in una sala da the e poi sfilano loro almeno 2.000 yuan (200 luridi euri) per la bella compagnia! Credevo però che abbordassero solo ragazzi…
Sfortuna loro e fortuna mia, ben due colleghi di Mauri hanno ricevuto questo bel trattamento, quindi alla fine il mio cervello si è attivato, ha accettato la triste consapevolezza che ce l’avevo in quel posto e…me la sono data a gambe con una banale scusa! Non chiedetemi perché sono arrivata al punto di sedermi con loro nella saletta privata per la degustazione di varie essenze di the già bellamente disposte sul tavolo…
Forse fino all’ultimo ho sperato in un semplice the tra nuove amiche…beata ingenuità!
Per finire in bellezza, sono tornata a casa e ho trovato Mauri con la febbre a 39°, così ho passato la serata a controllare su internet i sintomi dell’influenza dei porcelli…

Arrivano i nonni!

Nonostante tutto non sono ancora in gattabuia! Quindi vi racconto gli ultimi giorni, ricchi di novità. La principale è l’arrivo dei nonni di Roma! Domenica passeggiata al parco Jingshan, sulla collina alle spalle della Città Proibita. Il panorama era da cartolina: i tetti dorati brillavano sotto un sole cocente ormai estivo! Si vedeva anche il lago Bei Hai con il Dagoba Bianco. Inutile dire che Alice non ha fatto altro che rimbalzare, correre e scappare…prossimo figlio: un posacenere!
Nel pomeriggio, approfittando dei nonni, Maurizio ed io siamo scappati in tutta libertà al Silk Street, un grande magazzino di fake in cui abbiamo fatto man bassa di abbigliamento! Abbiamo comprato sei paia (e dico 6 paia!) di jeans, stiamo a posto per i prossimi sei anni…Indubbiamente stiamo tagliando la gola al Made in Italy…ma ci stavano così bene! Mauri s’è pure preso la sculacciata sul “sexiculo” dalla cinesina! La vera fatica di questi posti è l’obbligatoria CONTRATTAZIONE: all’inizio è anche divertente, poi diventa melodramma ripetitivo, per degenerare in logorante sfinimento…vi assicuro che alla fine non vedi l’ora di uscire da quel girone infernale!
Lunedì sono stata con Alice e i nonni al parco Zizhuyuan, detto parco dei bambù neri o dei bambù porpora…che bello! Una selvaggia vegetazione, canneti di bambù ovunque e fiori di loto nel laghetto! Non li avevo mai visti! Con nonna Paola abbiamo fatto il giro del lago su un’imbarcazione a remi…che pace!
Il bambù nero esiste davvero!

lunedì 18 maggio 2009

CENSURED!

Non è possibile!

Sapevo che il “grande fratello cinese” ci stesse guardando…ma non pensavo che avesse anche voglia di rompere le palle! Fatto sta che il mio blog è tuttora CENSURATO. Se riesco a scrivere, e con somma difficoltà, è solo grazie al mio fratellozzo (quello vero, italiano) che mi ha fornito un “tunnel” per fare le pernacchie al sistema!
Ora, le cose sono due: o fischiettando in allegria continuo a scrivere le mie panzanate senza problemi, o arriva l’esercito di Mao e in un’operazione lampo mette sotto sequestro il Jing Guang Centre a Pechino e il Condominio Castore ad Albenga!
Tutto questo non so se mi faccia più rabbia o pena...

sabato 16 maggio 2009

Tanto carini da piccoli...

Tanti auguri a te,
tanti auguri a zio Ste,

tanti auguri a zia Valeee,
tanti auguri a voi!!!!

venerdì 15 maggio 2009

Doraemon, mon amour

Martedì decidiamo di tornare nel quartiere delle lolite e finalmente il fluido nipponico dello shopping inizia a scorrere nelle nostre vene! In Omotesando, uno splendido viale alberato, troviamo uno dietro l’altro due grandi magazzini che fanno al caso nostro. Kiddy Land, paradiso dei bambini, ha tenuto buona Alice per tutta la mattina! Ed io mi sono data ad acquisti pazzi, degni di una bambina di dieci anni…nell’ordine: peluche di Totoro, palletta pelosa di fuliggine nera de La città incantata (ancora Miyazaki), pupazzo di Hello Kitty travestita da orso rosa, il mitico Doraemon, tanto anelato! E per Alice?…niente! Ah Simone, non ho trovato i tuoi “soul of chogokin”, c’erano un sacco di robot e mazinga, ma di plastica e a prezzi astronomici…

Nell’ Oriental Bazaar sono tornata trentenne e ho fatto incetta di ciotole, bacchette, bicchieri da sake, un vassoio in legno laccato…Insomma compra di qua, compra di là, s’è fatta l’ora del pranzo e da pivelli, ignari di quello che ci sarebbe successo di lì a poco, ci sediamo con tutta calma al desco. Dopo il pranzo, lo Zamparelli mi comunica candidamente che ha sbagliato a leggere l’ora, settata su Pechino, cioè un’ora indietro per il fuso! Per farla breve, siamo in ritardassimo per raggiungere l’aeroporto di Narita e prendere il volo di rientro…acc! Il controllore del treno per Narita ci dà per spacciati e già mi vedo a mendicare per le vie di Milano, rimpatriati in anticipo causa licenziamento per “eccesso di bagordi in trasferta”! Invece no, dopo una serie di casi fortuiti ci ritroviamo scortati dall’hostess verso il gate di imbarco, con l’adesivo “pirla” a forma di aereo incollato sulla maglietta.

Avevamo portato le nostre chiappe sull’aereo ma avevamo lasciato i nostri cuori a Tokyo…